Poetica e biografia (I)

Non è semplice spiegare da dove scaturiscano le mie opere, ma quasi sicuramente ho iniziato a creare i miei mondi fin da quando ho cominciato a tenere una matita in mano, forse anche prima di imparare a camminare.

Ho alimentato continuamente la mia spinta creativa, guardandomi intorno prima con lo stupore, poi con l'ingenuità della mia età fanciullesca, assorbendo come una spugna i vari stimoli che mi arrivavano da diverse parti, prima fra tutti la mia famiglia, poi dai parenti, specialmente Egidio ed Albino Manca, che benchè non li avessi incontrati direttamente erano comunque figure presenti e famigliri nei racconti di mio padre.
Sicuramente molto devo alle giornate passate nello studio di mio padre, di cui ricordo ancora oggi la luce filtrare soffusa dalle finestre, la stufa dove poggiavano dei tegamini colorati, il drappeggio che faceva da sfondo alle composizioni che servivano a mio padre per dare vita alle sue tele, non meno del robusto cavalletto da studio, su cui potevo ammirare l'evoluzione dei quadri, dal colore di fondo ai tratti a sanguigna o carboncino, che lasciavano poi spazio a forme nuove colorate e sempre più definite.
In questo piccolo spazio magico per me bambino, potevo dedicarmi a sperimentare le varie tecniche creative, dalle matite colorate, alla manipolazione della creta. Crescendo, non ho comunque perso lo sguardo “stupito” e curioso del ragazzino, sulla realtà che lo circonda.
Molte delle opere di mio padre mi hanno accompagnato quasi come compagne d'avventura o finestre su quei mondi fantastici che iniziavo a percepire e sviluppare nella mia mente da bambino, tanto che per alcuni quadri sviluppai un profondo attaccamento.
Mi ricordo ancora il pianto che mi feci, avrò avuto sui quattro anni, eravamo in Piemonte, quando chiesero a mio padre di comprargli un piccolo paesaggio che rappresentava le campagne di Tertenia;
tanto mi disperai e piansi che alla fine l'acquirente desistette.
Col tempo ho assorbito nuove suggestioni, magari non più basate sulla “poetica creativa” di mio padre o sulle favole raccontate dai miei genitori, ma imparando nuove espressioni o a leggere i tratti più essenziali dei cartoni animati, sia dei classici Disney, che degli anime giapponesi, che mi hanno accompagnato per gran parte della mia crescita, dalle scuole elementari alle medie.

Alla televisione iniziai anche ad affiancare la lettura dei fumetti da “Topolino” al “Giornalino”. Confrontandomi anche con nuovi amici e compagni di scuola...

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